Masterizzare significa scrivere su un disco dvd vergine i file contenuti nel proprio computer oppure duplicare un disco preinciso grazie all'ausilio di un drive chiamato masterizzatore.
Non ci sono limiti sulla tipologia di file o di dischi che possono essere masterizzati; esistono solo limiti riguardo alla grandezza dei singoli file in rapporto al file system che si intende utilizzare per la creazione del disco.
I file systems per i dischi vergini sono: ISO-9660 (anche detto semplicemente "ISO") e Universal Disk Format (UDF).
Per masterizzare dischi ottici, oltre al masterizzatore, vengono richiesti dei programmi di masterizzazione. All'interno di molti sistemi operativi moderni, tra cui Windows XP e Windows Vista, alcune distribuzioni Linux e Mac OS X è implementata una caratteristica per masterizzare CD e DVD senza ricorrere a software di terze parti, ma il programma più famoso, usato e specializzato per la masterizzazione di CD e DVD si chiama Nero Burning, oggi alla versione 9.
Il file system ISO-9660 è più comune per CD, può essere esteso a Joliet, Rock Ridge, estensioni amiga per Rock Ridge, El Torito, o le estensioni Apple ISO9660.
Il File System Joliet è stato creato dalla Microsoft ed è possibile avere nomi di file che superano la soglia normale. Rock Ridge è invece un File System proprietario, con più restrizioni sui nomi, e altro.
Le estensioni Amiga consentono l'uso di attributi e commenti per i computer Amiga.
El Torito crea invece dei CD avviabili, mentre le estensioni Apple consentono di modificare nomi, files, etc.
Il file system UDF è meglio adatto per i DVD perchè accetta dimensioni superiori di singoli file, prevede nomi di files con maiuscole e minuscole, con lunghezza massima di 255 caratteri. È stato ottimizzato per utilizzare dati di grandi dimensioni e per minimizzare la necessità di cambiamenti quando un file deve essere aggiunto o cancellato (per questo motivo è stato anche utilizzato da certi software di scrittura a pacchetti CD-R/CD-RW).
Per creare un dvd masterizzato, il primo passo è creare una immagine del disco, completo di file system, e quindi masterizzarla (bruciarla, in linguaggio tecnico) su un disco vergine con l'ausilio di un programma specifico. Se si dispone di due drive, è possibile effettuare una masterizzazione da supporto preinciso a disco vergine in modalità "al volo", il che significa risparmio di tempo perchè il processo passa i dati da un drive all'altro (uno legge e l'altro scrive) senza passare attraverso l'hard disk del computer.
L'immagine è un singolo file (iso, nrg, cue, img) memorizzato nel disco rigido, che contiene tutte le informazioni da scrivre sul disco. Molti programmi creano l'immagine e la masterizzano in un'unica operazione, e per questo gli utenti finali non riconoscono la distinzione.
Comunque, la creazione di un'immagine di un disco è un processo che richiede tempo, memoria, sia sull' Hard disk che di CPU.
La maggior parte dei programmi di masterizzazione eliminano l'immagine del disco dopo la masterizzazione, anche se l'utente può impedire che il programma cancelli l'immagine del disco, per crearne altre copie senza doverne ricostruire l'immagine ogni volta.
Ci sono anche programmi che non scrivono tutto il disco in un solo passaggio, ma consentono di scrivere una parte alla volta, consentendone l'utilizzazione come un floppy disc.
Alcuni OS riconoscono un'immagine come un filesystem, e possono essere montate come dei normali dischi. Questa caratteristica può essere usata per testare una immagine prima di masterizzarla, in modo da controllare se vi siano errori.
Le varie sessioni di un disco
I dati su un disco vengono scritti in sessioni; ogni sessione consiste in un lead-in contenente la Tavola dei contenuti, l'area in cui sono scritti i dati, e il lead-out.
Il lead-in si trova nella parte iniziale del supporto e contiene la Tavola dei contenuti e l'indirizzo di memoria del prossimo spazio libero per far partire il CD, a meno che il disco non sia chiuso o non sia multisessione.
La Tavola dei contenuti è scritta nell'ultima sessione e serve per accedere alle tracce (è l'area dove viene scritta la posizione dei dati sul disco). É posizionata nell'area iniziale del disco ed ha la stessa funzione della tabella dele partizioni su un Hard Disk. Negli schemi key2Audio il danneggiamento o l'anormale scrittura della Tavola dei contenuti è usata (e abusata) come protezione per la copia dei CD.
L'area di Lead-OUT è situata nella parte finale della sessione di un disco e viene scritta quando viene terminata la sessione di masterizzazione del disco. Il primo Lead-OUT occupa 13 MB circa, ogni settore di Lead-OUT seguente occupa 4 MB.
Il numero di tracce massimo per CD (non intese come tracce musicali, cioè brani staccati) è 99. Per ogni sessione deve essere scritta una traccia e sono localizzate nella parte in cui vengono scritti i dati. Nei dischi multisessione, le aree Lead-in contengono l'indirizzo di memoria della parte finale dell'ultima sessione.
Cosa sono i supporti registrabili?
I dischi scrivibili (DVD-R, CD-R, etc.) si presentano come normalissimi compact disc preincisi che si trovano comunemente in commercio, ma hanno la possibilità di essere scritti dai masterizzatori, macchine capaci di scrivere informazioni digitali in linguaggio binario.
Questi dischi sono composti da un substrato di policarbonato, una pellicola riflettente, e una pellicola protettiva. Tra il substrato e la pellicola, c'è una pellicola di registrazione composta di sostanze organiche; a differenza dei CD preincisi, sui CD-R esiste una spirale che serve per guidare il laser e con questo sistema si è semplificato notevolmente la progettazione dei masterizzatori rendendoli molto economici.
La spirale compie 22.188 rotazioni intorno al CD con circa 600 giri per millimetro; se srotolassimo la spirale, sarebbe lunga 5 km circa.
I CD-R sono unità a tecnologia CLV (Constant Linear Velocity - velocità lineare costante), in cui la velocità di rotazione del disco lungo tutta la spirale del CD varia in modo da mantenere costante la velocità di scrittura dei dati.
Il CD è formato da questi elementi sovrapposti:
- Strato protettivo o superficie stampabile
- Lacca trattata con raggi ultravioletti
- Polimero colorante organico
- Substrato di policarbonato (la plastica trasperente
Il lavoro dei masterizzatori
Il laser del masterizzatore, quando scrive un DVD Vergine o un CD Vergine, incide una serie di forellini sequenziali microscopici nello strato organico chiamati "pits". Gli spazi tra i pits sono chiamati "lands" e la sequenza dei pits e dei land vanno a formare lunghissime stringhe che decodificate formano i dati (di qualsiasi natura essi siano es. fotografie, suoni, fogli di calcolo, fogli elettronici, interi programmi ecc. ecc).
Ormai tutti i masterizzatori in commercio dispongono di una memoria "buffer" che permette loro di garantire una continuità nel flusso dati che deve scrivere. Gli odierni masterizzatori sono generalmente dotati di un buffer molto grande per far fronte all'elevata velocità di scrittura. Se il flusso di dati dal sistema al buffer venisse interrotto per qualche motivo, il recorder continuerebbe il processo di scrittura fino all'esaurimento dei dati contenuti nel buffer.
Le nuove generazioni di masterizzatori includono una tecnologia chiamata Burn Proof, brevettata da Sanyo garantendo affidabilità e sicurezza.